Suelli

Camping e villaggi, boom di famiglie

L'industria del turismo in camping e villaggi all'aria aperta conta su 70 strutture ricettive nell'isola e produce un fatturato di quasi 85 milioni di euro, con un indotto indiretto di altri 75 senza contare i trasporti. Sono alcuni dei dati emersi oggi nel primo convegno di Faita FederCamping Sardegna, dal titolo Campeggi e villaggi all'aria aperta: una grande opportunità per il turismo sardo. Secondo il dossier elaborato sulla base di un questionario compilato dalle 46 associate Faita le famiglie con i bambini sono i principali ospiti (66%) della vacanza tra mare e pinete. Poi le coppie, al 23%. La capacità ricettiva media è di 692 persone. Occupano soprattutto le piazzole 51%, in particolare quelle per camper e tende. Molto richieste anche case mobili (29%) e bungalow (18%). Campeggio e villaggi popolati d'estate al 37% da turisti stranieri. Gli italiani, invece, arrivano prevalentemente dal nord. I lavoratori in Sardegna sono complessivamente 1.900 (1.200 nelle strutture Faita): l'89% dei dipendenti è sardo e quasi il 40% conosce più lingue. Nelle strutture si prediligono i ristoranti tipici e la vendita di prodotti enogastronomici sardi. Come emerge dal Rapporto FAITA, le strutture associate hanno dichiarato di promuovere gli eventi della tradizione organizzati sul territorio, le aree naturali, i siti archeologici, la degustazione di prodotti tipici, gli eventi culturali e artistici, oltre alla sottoscrizione di accordi con produttori locali. Il 70% delle strutture FAITA si impegna per la salvaguardia dell'ambiente e del territorio. Si effettua la raccolta differenziata dei rifiuti nel 100% dei campeggi e dei villaggi e quasi tutti la comunicano anche in diverse lingue straniere. Il 43% utilizza il solare termico per la produzione di acqua calda e quasi il 25% ha installato pannelli fotovoltaici. Il 73% ha attivato misure di riduzione dei consumi idrici.(ANSA).

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