Suelli

Viaggio nella meditazione,sfida silenzio

I segreti dell'antica sapienza di Oriente e Occidente saranno al centro di una giornata di incontri, musica e proiezioni. La Scuola di Meditazione di Cagliari guidata da padre Davide Magni si racconta e si apre alla città. Per celebrare i suoi 35 anni propone per sabato 15 settembre "La luce del Silenzio", evento tra l'Auditorium comunale di piazza Dettori, la chiesa di San Michele e l'Orto Botanico. Il clou, una tavola rotonda che farà dialogare maestri spirituali, scienziati e religiosi "sull'arte di vivere in pienezza, consapevolmente le emozioni e le sensazioni del corpo - spiega padre Magni - la meditazione consente di aver cura, nutrire la vita interiore, imparare a stare nell'attimo presente. La tavola rotonda favorisce l'incontro con l'altro, la condivisione e dunque la possibilità di ampliare il proprio patrimonio di conoscenze e esperienze, aldilà dei credi". Oltre a Magni intervengono Geshe Gedun Tharchin, il maestro Vaidya Swami Jothimayanando, il professor Enrico Dellacà e il dottor Nicola Carboni. La giornata sarà l'occasione per ricordare la figura del fondatore della scuola, il gesuita padre Francesco Piras S.J., scomparso nel 2014 e che ha lasciato una impronta profonda nella vita culturale della città. Sacerdote e maestro spirituale, o meglio "amico - diceva - perché di Maestro ce n'è uno solo". Si parte la mattina all'Orto Botanico con "Ascolta ciò che senti. Osserva ciò che vedi", un'esperienza di meditazione guidata da Davide Magni e Daniele Biasini. Dopo la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Arrigo Miglio nella chiesa di San Michele, "La luce del Silenzio" entra nel vivo all'Auditorium comunale con le testimonianze e i racconti sulla storia della scuola e sulle sue iniziative: dal "Teatro i" al "Cineclub Namaste", da "Cagliari in corto" a "Solidando", "Camminantes", "L'uomo che piantava gli alberi". Francesco Casu firma il docufilm "Tenendo per mano l'ombra", poi una riflessione sull'attualità con l'antropologo e scrittore Bachisio Bandinu sui "Giovani inquieti sempre connessi". (ANSA).

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